Da tempo si parla di fare un forum sulle PND e dopo tanto parlare un caro amico che si intende di computer mi ha detto:”ma perché non comici ad aprire un blog?” Anzi te lo apro io, si chiamerà:
http://pndedintorni.wordpress.com
Lo dedico a quei livello 2 che sono venuti numerosi alla manifestazione dedicata a loro all’ultimo convegno nazionale AIPND. Non voglio fare un blog di protesta alla beppegrillo, ma un pacato luogo di discussione, perché quello che mi interessa è capire perché certe cose vanno male e supportare chi lavora seriamente e vuole crescere professionalmente.
Appena riesco a capire come funziona metterò in rete anche un mio curriculum, per far capire agli eventuali lettori con chi hanno a che fare, da subito vi dico che sono vecchio ed ho una solida rete di esperienze e conoscenze, tale da far fronte a qualsiasi richiesta sul mondo delle PND e dintorni (prove meccaniche, cause di rottura, saldatura ecc).
Oggi cominciamo con un tema che ha movimentato la discussione alla manifestazione dei livello 2 :
“perché chi lavora male e si fa pagare poco riesce vincere le gare
e nessuno reagisce?”
E’ un tema che ha molte sfaccettature, e ne abbiamo sentito di ogni tipo:
- Ai committenti non importa nulla della qualità
- Alle prove non crede nessuno
- Gli ispettori guardano solo le carte
- Le certificazioni delle aziende e del personale sono fasulle
- Codici e norme spesso sono inapplicabili e/o inutilmente onerosi
- I capitolati sono malfatti e diventano strumenti di arbitrio della parte più forte
- L’Associazione non fa nulla per moralizzare il mercato
- ecc
Ciascuna di queste affermazioni contiene elementi di verità, ma si limita agli effetti, ignorando la causa prima, che a mio avviso è legata alla arretratezza culturale di tutte le componenti del mercato. Quando parlo di arretratezza non do giudizi di merito sulle persone, ma mi riferisco ai meccanismi di funzionamento del comparto “prove”, sulle cui origini mi piacerebbe aprire un dibattito ed arrivare a qualche proposta per superare/risolvere il problema.
Le denunce generiche, del tipo di quelle accennate sopra non servono a nulla, anzi sortiscono l’effetto contrario, togliendo anche alle persone per bene la voglia di lottare per migliorare la situazione.
Il tema è stato dibattuto sul giornale dell’AIPND tra il settembre 2006 ed il marzo 2007, sono intervenute 4 persone, poi più nulla. Per inciso l’unica azione concreta fu quella decisa da Succetti, un imprenditore illuminato nel campo dei fornitori di strumentazione, che ha radunato i suoi venditori e li ha sensibilizzati sull’argomento, per diffondere la “cultura” delle prove.
Torniamo ai meccanismi: nel libero mercato una cosa ha successo se è obbligatoria o fa guadagnare: le prove hanno quindi successo dove garantiscono la sicurezza e dove aumentano l’efficienza (il profitto). Ci sono delle nicchie del mercato dove le prove hanno successo, ma per lo più sono considerate un balzello. Ma questa scarsa considerazione a cosa è dovuta? Non alla mancanza di serietà delle persone, ma alla loro ignoranza, spesso alimentata da quella di chi fa le prove. Per ovviare a questa si sono inventate le certificazioni, che però sono state bypassate dallo stesso vizio, è un cane che si morde la coda, e tutti danno la colpa agli altri.
Io ho un unico suggerimento: creare un movimento d’opinione che si ribelli a questo malcostume ma non si limiti a piangere e protestare, ma a proporre azioni concrete e positive, anche se in ambiti modesti, come ha fatto Succetti.
Cardine di questo progetto è raccogliere e diffondere notizie ed informazioni che promuovano la cultura delle prove, che allarghino la platea di coloro che aspirano ad aumentare la sicurezza e l’affidabilità dei loro prodotti e dei loro impianti, che rinsaldino il comportamento professionale, come la trasparenza, la correttezza, la riferibilità alla normativa, la buona pratica del rapporto di prova.
E vorrei che se ne parlasse all’osteria, come si fa a Vervò.
Siccome non frequentiamo la stessa osteria, parliamone nel blog.
A presto,
ezio
PS: da quanto ho capito (sono informaticamente semianalfabeta) per rispondere o porre altre questioni basta kliccare su “commenti”. Se non vi riesce scrivetemi a ezio.trentini@fastwebnet.it poi ci penso io.